Il Carnevale è moribondo. Questo significa che manca poco alla sua conclusione, fine degli eccessi e del divertimento.
L'Estrema Unzione del Carnevale
Gli uomini e le donne mascherati in vesti ecclesiali e disposti in corteo processionale, passano per le vie della città impartendo il sacramento che anticipa la dipartita del Carnevale e la baldoria ad esso collegata. Il rito attraverso la distribuzione dei beni, denunciava pubblicamente malefatte e vizi della comunità che veniva così liberata dal male compiuto durante l’anno. In tono scherzoso si simulano, tristezza, sconforto e afflizione per la fine, ormai vicina, del divertimento.
Buontemponi, goliardici e bambinoni, sono i figuranti di questo corteo scanzonato, uno tra i riti più antichi del carnevale di Putignano, unico in Europa e tramandato per generazioni da centinaia di anni
“Nell’Ottocento a Putignano la mattina dell’ultimo giorno di Carnevale “tutte le maschere vestono a bruno, e piangendo (cioè urlando) con una rozza mappina, con un pezzo di fune in mano, per asciugare colla prima le lagrime, di quelli che incontrano, o per astringerli a piangere col secondo, inculcando a tutti di prepararsi a’ giorni di penitenza”” (V. Morea)
Era usanza diffusissima negli anni addietro, il lunedì di carnevale partecipare ai veglioni di paese, nelle sale da ballo disponibili in tutto il comprensorio cittadino.


Questo progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.