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Putignano, una Storia che non ti aspetti

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Prima palazzo del Balì e poi casa nobiliare

Il palazzo, successivamente diventato residenza nobiliare dei Romanazzi Carducci, venne costruito, con buona approssimazione nel XIV Secolo, per mano dei Cavalieri Gerosolomitani che lo fecero diventare dimora dei balì che si avvicendarono in quei secoli. Il Balì era l'insegna più alta in grado dei Cavalieri Gerosolomitani in un territorio. Gli ambienti del piano rialzato del palazzo sono l'esigua testimonianza, arrivata ai giorni nostri, della permanenza dell'ordine dei Cavalieri di Malta. Dispersi al momento della confisca dei beni ecclesiastici tutti gli arredi dell'antica sede del Balì. Sotto in foto la lapide che rimanda al Baliaggio di Vincenzo Crescimanno dal 1660 al 1671.

 

scritta del bali

 

HAS CRESIMANNUS FRATER
A PLATIA SICULUS PERFICIT ATQUE NOVAT

Queste (strutture) fra Vincenzo Crescimanno siciliano di Piazza Armerina
 nel 1666 portò a termine e novat (or) trasformò per un nuovo uso

 

Il Cabreo, che era una sorta di raccolta dei beni delle grandi amministrazioni ecclesiastiche, come appunto quella dei cavalieri di Malta, ed erano composti da mappe, elenchi dei beni mobili ed immobili, dove venivano segnalati diritti, servitù e valore della proprietà, è lo strumento che ha consentito una descrizione storica della situazione in quel periodo. Dovevano essere aggiornati ogni 25 anni e depositati nell'archivio secondo gli statuti del Priorato Gerosolimitano

Da un estratto del Cabreo del Baliaggio di Santo Stefano in data 16 - 5 - 1748 si evince una descrizione dettagliata della struttura costruita accanto alla Chiesa di San Pietro:

 

Palazzo, cantine, magazzini e bottame della Sagra Religione

Dichiarano inoltre che la medesima Sagra Religione han posseduto e possiedono in detta Terra di Putignano un Palazzo per sua abitazione o de' Signori Cavalieri Luogotenenti con Magazzini e Cantine per conservar vino con suoi bottami sito e posto in mezzo della Piazza pubblica di detta Terra, confine la Prioral Madrice Chiesa Curata di San Pietro da Tramontana, confine la Piazza pubblica, botteghe e Magazzini del Venerabil Convento de' Padri Carmelitani da Ponente, diverse botteghe di particolari e le case del signor Giuseppe di Pinto da Scirocco, le case del Monistero delle Donne Monache del Carmine e strada pubblica da Levante!
Il quale palazzo consiste nell'infrascritta abitazione e membri.
Primieramente dalla Piazza pubblica si entra per un Portone grande dentro un cortile alquanto spazioso dove a man dritta dell'ingresso vi si trova un Magazzino terraneo grande con volta di Lamia. Alla stessa man dritta passata la porta di detto Magazzino vi è una cisterna di acqua piovana.
Nel medesimo cortile passata la detta cisterna si incontrano due porte, per le quali si entra nella cantina sotto detto palazzo e tiene detta cantina botte usate n. 39 di capacità di salme 214. Ha detta cantina l'uscita per dentro la bottega del Monte del quondam don Giambattista Cassone nella strada pubblica da scirocco dove si trova una scala di pietra fin dal tempo del fu Signor Priore Fra Girolamo Marulli e per comodità di detta uscita si pagano al Monte predetto annui ducati quattro per ragione d'affitto.
A man sinistra di detto Cortile vi è la Carcere Ecclesiastica colla porta da dentro detto cortile e cancellata di ferro dalla parte di fuori corrispondente alla piazza ed atrio della detta Prioral Chiesa di San Pietro. Contigua a questa carcere vi è una stalla parimenti a Lamia da potervisi tenere comodamente otto cavalli.
Dentro lo stesso Cortile vi son due scale di pietre: una è la maggiore per salire alla Sala grande, corrispondente alla Piazza pubblica con due balconi seu Logge e due finestre e con tre fosse nel pavimento da conservar vettovaglie e detta Sala sta situata sopra il cennato Portone e sopra le carceri Ecclesiastiche e Secolari le quali son proprie di detto Baliaggio. A capo di detta Sala nella parte di basso vi è una camera che propriamente è quella sopra il Magazzino e botteghe de' Padri Carmelitani di Sant'Angelo. Contigua a detta sala a man sinistra dell'ingresso vi è una porta per la quale si entra in un'Anticamera grande con due finestre, una corrispondente alla strada pubblica da Scirocco e l'altra nel Cortile sopra la cennata Scala.
L’altra scala minore è situata fra la porta della stalla e della Cantina e per essa si sale in una scoverta a man sinistra del quale s’entra in due Camere una appresso l’altra, rispondenti con un’altra porta dentro la Sala maggiore colli loro soffitti e finestre corrispondenti al Cortile e sono situate sopra la detta stalla e conserva di paglia.
Da man destra dello stesso scoverto per una porta grande s’entra nella Sala vecchia ed Anticamera vecchia corrispondenti all’ultima delle tre camere di sopra descritte e per essa in un braccio di tre camere per la Famiglia de li Signori Baglivi che va per dritto fino alla casa che fu del quondam Giuseppe Pinto da vicino il Giardino. Da dentro la detta Sala vecchia vi è una stanza ch’è servita per Segreteria da vicino la quale si scendono tre gradini e si trova un luogo angusto per le communi necessità; poi si trova la Cucina e da dentro questa vi è una Porta che esce dentro la Sagrestia di detta Chiesa Priorale di San Pietro, per calare privatamente o in tempo di pioggia li Signori Priori e Cavalieri in detta Chiesa per sentire la Messa o assistere ad altri Divini Offici. Dentro la medesima Cucina vi è un’altra porta, ch’entra in un’altra Camera, confine alla medesima Sagrestia e sotto d’essa vi è una Cantina piccola con una cisterna d’acqua piovana e coll’uscita alla strada pubblica da Levante e tiene botti usate sei di capacità salme ventitrè colli loro posti di pietre. Finalmente contigua a detta Cucina, Sala ed Anticamera vecchia vi è un Giardinello quadrato con sue colonne e per sopra Pergolato d’uva e vi sono altri alberelli di bercoca ed una cisterna piccola d’acqua piovana ed ha l’uscita per un Portone alla suddetta strada pubblica da Levante.

 

lavoro di gruppoQuesto progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.

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