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Putignano, una Storia che non ti aspetti

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dal XIV secolo ai giorni nostri. Il cibo semplice e sostanzioso dei contadini

Battaglia tra crociati saraceniA partire dal 1317, i Benedettini consegnarono Putignano nelle mani dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, ed il feudo divenne “Baliaggio”, al cui comando vi era, cioè, il Balì. Successivamente arrivarono le cruente e spaventose invasioni Saracene che seminarono terrore e morte. Fu durante una di queste che gli abitanti ebbero l’idea di cospargersi tutto il corpo di una polvere color nocciola e mostrarsi agli usurpatori come fossero dei mostri. I Saraceni, pensando ad una grave e misteriosa malattia contagiosa che avesse colpito gli abitanti del paese, fuggirono via terrorizzati. Cos’era quella polvere misteriosa che salvò Putignano? La Farinella.
 

Già dal XVIII secolo, la Farinella, arrivò nei ricettari dei maestri di cucina dei palazzi signorili dei galantuomini come ingrediente per ottenere piatti allora definiti "nobili". Fu usata dai signori, al naturale sulla pasta al sugo, sulle verdure ben condite, abbinata a patate lesse o a frutta di stagione, e perfino come dolce mescolandola allo zucchero.

 
Era invece, il 1902, quando il dibattito politico tra socialisti e conservatori, tra giolittiani ed antigiolittiani si fece sempre più forte, a causa dei tumulti contadini del territorio e alla relativa dura repressione messa in atto dalle forze dell'ordine. I contendenti fecero ricorso allo sfarinato di ceci e orzo per stigmatizzare gli atteggiamenti e le posizioni degli avversari. L'onorevole giolittiano Vito De Bellis, nativo di Gioia del Colle, fece una sorta di elogio di questa "polvere" per difendere l'operato del sindaco di Putignano in occasione di quei tumulti, e, a tal proposito, finì per guadagnarsi l'appellativo di "onorevole della farinella".
 

contadiniGrazie alle proprietà nutrizionali e al forte apporto calorico, i contadini solevano mangiare la farinella nella pausa pranzo delle intense giornate lavorative nei campi. La mangiavano tal quale, oppure con acqua, olio e sale, o ancora, accompagnata, in base al periodo, a fichi freschi o secchi. La portavano al seguito in un sacchetto di tela denominato "u vol'z" nel quale vi era anche un cucchiaio. Data la consistenza farinosa, la ingoiavano accompagnandola solo con lunghi sorsi di vino o di acqua per evitare il rischio di rimanere soffocati.

lavoro di gruppoQuesto progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.

divieti

Il centro storico di un paese è il fulcro del territorio, dove sono custodite antiche storie, tradizioni e cultura di chi ci ha preceduto. Contribuisci anche tu a lasciare alle generazioni che verranno le testimonianze del passato avendone cura.