Nicola Monopoli rappresenta una figura di riferimento nell’ambito della produzione artistica e della formazione nel settore delle arti visive. Nasce a Putignano il 13 maggio 1946 dove vive, tranne brevi periodi, fino alla sua morte (27 settembre 2012). Nel corso degli anni sviluppa un percorso articolato che coniuga, in modo coerente e continuativo, la ricerca creativa, l’impegno didattico e la partecipazione alla vita culturale del territorio.
Il suo iter formativo artistico, sia a livello nazionale che internazionale, si distingue per ampiezza e qualità. In particolare, ha compiuto studi presso l’Istituto d’Arte di Bari e l’Istituto d’Arte di Chieti, proseguendo successivamente presso il Magistero d’Arte di Napoli e completando la propria preparazione all’Accademia Internazionale di Belle Arti di Salisburgo, in Austria. A tale percorso ha affiancato il conseguimento delle abilitazioni all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, nonché negli Istituti di Istruzione Artistica, delineando un profilo professionale pienamente qualificato nell’ambito dell’educazione e della trasmissione delle competenze artistiche.
Sul piano dell’attività lavorativa e istituzionale, Nicola Monopoli ha operato per un periodo particolarmente significativo come docente di ruolo di disegno dal vero ed educazione visiva presso l’Istituto Statale d’Arte di Bari (1968–1985). Successivamente, a seguito di concorso nazionale, è stato nominato Preside per gli Istituti di Istruzione Artistica, incarico che ha svolto dal 1985 al 2002 presso diverse sedi, tra cui Fermo, Corato, Monopoli e Bari. In tale contesto ha, inoltre, assunto responsabilità ulteriori quale commissario e presidente in commissioni di concorso a cattedra, in commissioni per corsi di abilitazione all’insegnamento e in commissioni di studio, collaborando con i competenti organismi amministrativi e scolastici.
Parallelamente all’attività didattica e gestionale, l’artista ha mantenuto costante un impegno attivo nella dimensione culturale e sociale, con particolare riferimento al contesto della città di Putignano e alle sue tradizioni. Nell’ambito dell’antico Carnevale della città, si delinea come figura di spicco per l’attività di coordinamento di corsi di formazione per cartapestai, la partecipazione alla realizzazione di carri allegorici per il Carnevale di Putignano, nonché per il ruolo di componente di commissioni giudicatrici. Nel 1992 ha, inoltre, ricoperto l’incarico di Consigliere e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Carnevale di Putignano, consolidando ulteriormente il proprio contributo alla valorizzazione delle pratiche artistiche e artigianali legate al patrimonio culturale locale.
Attività artistica
Nicola Monopoli ha svolto attività artistica ed espositiva a partire dagli anni Sessanta. Dal 1966 prende parte a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, conseguendo nel tempo premi e riconoscimenti e ottenendo un diffuso apprezzamento da parte della critica. La sua produzione, comprendente opere pittoriche e scultoree, risulta presente in collezioni private e in enti pubblici, a conferma della continuità e della rilevanza del suo percorso creativo.
Nel settore pittorico l’artista opera con piena autonomia espressiva, senza soggezione a condizionamenti esterni. In modo particolare, la sua ricerca ha trovato un ambito privilegiato nella rappresentazione della figura femminile, considerata come campo di indagine sul fascino enigmatico e sulla complessa dimensione psicologica umana. In tale direzione, la pratica dell’acquerello si presenta tra gli aspetti distintivi del suo linguaggio: l’esecuzione spontanea, il segno sicuro e l’impiego di cromie luminose e brillanti concorrono a definire una cifra riconoscibile, capace di unire immediatezza e qualità formale.
Nella sua pittura, la competenza tecnica non si risolve in mera dimostrazione di abilità, ma si traduce nella possibilità di attraversare registri differenti: dalla costruzione più meditata alla resa percettiva, dal timbro cromatico alla varietà del segno. Ne deriva una produzione che può essere letta come esercizio di libertà e come percorso di testimonianza personale, orientato non all’enfasi, ma a una forma di autenticità espressiva.
Accanto alla pittura, la produzione scultorea occupa un ruolo di primaria importanza e si caratterizza per lavori di forte impatto plastico, talvolta inseriti stabilmente nello spazio pubblico. Tra queste opere assume particolare rilievo il monumento dedicato a Padre Pio (Putignano, via Turi). Il monumento è costituito da un pannello verticale con la figura del Santo in atteggiamento di preghiera e da un bassorilievo della Madonna delle Grazie con Bambino sullo sfondo. Nel pannello orizzontale, invece, vengono rappresentate persone sofferenti in diverse pose e atteggiamenti. Il monumento evidenzia un uso significativo del chiaroscuro e una notevole capacità di rendere una scena di intensa vitalità espressiva, concentrata anche nella resa del volto del Santo.
Di rilievo risultano altresì i busti del Sen. Pietro Mezzapesa (Putignano, parco Mezzapesa) e di Domenico Logroscino (Putignano, Palazzo Logroscino) nei quali la resa fisionomica è accompagnata da un’attenzione all’identità morale del soggetto. Il bassorilievo/medaglione in bronzo dedicato ad Aldo Moro (Turi, piazza Moro), è costituito da lastre bronzee modulate in maniera sapiente tanto da restituire l’intensità espressiva del ritratto.
Particolare significato assume il monumento ai Caduti (Putignano, via Roma), che ispira un sentimento di pietà e umanità profonda. Al centro dell’insieme scultoreo, su un alto basamento marmoreo, campeggia una figura umana giovanile dalle forme classiche, recante nella mano destra una bandiera, unica veste del suo corpo nudo. La tristezza resa dall’espressione del volto esprime il valore commemorativo dell’opera, che, infatti, non presenta alcun elemento descrittivo legato alla guerra, e richiama al sacrificio e alla memoria dei caduti.