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Piazza Plebiscito perchè questo nome?

Sappiamo tutti che è la piazza principale del nostro centro storico, ma come mai ha proprio questo nome?
In origine e in tutti i documenti antichi era chiamata semplicemente la Piazza senza alcun attributo, così come, ancora oggi, la indichiamo in dialetto con l’espressione “mminz a chiazz”!
L’attuale nome fu dato in ricordo del Plebiscito che si tenne a Putignano, come in tutti gli altri comuni del Regno delle due Sicilie, il 21 Ottobre 1860 pochi giorni dopo la decisiva vittoria di Garibaldi sulle residue truppe borboniche nella battaglia del Volturno!
Il quesito fu il seguente: Il popolo vuole l’Italia Una e Indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e i suoi legittimi discendenti?


A Putignano (col suffragio universale maschile) i votanti furono 2792 e i voti furono tutti sì, allineandosi con il risultato globale del resto del Regno delle due Sicilie!
La vittoria plebiscitaria del sì era stata preparata con cura perché a Putignano già da tempo avevano operato due patrioti già iscritti alla mazziniana Giovine Italia, Camillo Morea di Vitangelo e Domenico Lippolis di Giangiuseppe e Giovanna Francesca Miccolis. In casa di quest'ultimo dal 1850 al 1860 si tennero le riunioni del Comitato Provinciale per l'Unità d'Italia e lo stesso Domenico Lippolis, nipote di un'omonimo martire dei sanfedisti sessant'anni prima al tempo dell'effimera Repubblica Partenopea, fece parte del Governo Provvisorio della Provincia costituitosi nell'agosto 1860 mentre Garibaldi ormai puntava decisamente su Napoli e la sua epopea ormai stava quasi per concludersi a Teano!
Già il 27 Settembre 1860 il Sindaco del tempo avv. Vito Domenico Riccardi aveva inviato il seguente ossequioso e melenso messaggio al Generale Giuseppe Garibaldi, Dittatore delle Due Sicilie:
“Generale, questo Popolo del Comune di Putignano in Terra di Bari, vivamente compreso di un sentimento libero unitario Italiano che è stato il fervido sospiro lungo e doloroso del popolo della Penisola e che oramai la mercè di Dio per Voi, o Generale, incarnatasi eminentemente, si compie in modo ideale, o Eroe di Varese, di Calatafimi, di Milazzo, Duce del Popolo, vedendovi Liberatore di questa Patria Italiana del Mezzogiorno gemente e squallida da secoli sotto la sferza dello squallido e lurido Borbone, vi acclama Redentore, sempre fidente nelle vostre umanitarie promissioni, paratissimo a toccare quella sublime meta cui è incaminato e si rassegna fedelissimo e con la voce del cuore sentitamente si protesta Popolo di Vittorio Emmanuele, per voto del Popolo Re d’Italia, libera, una, indipendente e di Voi, Giuseppe Garibaldi, suo Rappresentante e Dittatore delle Due Sicilie.
W l’Italia W Vittorio Emmanuele W Giuseppe Garibaldi”
Successivamente nel Sedile di Piazza Plebiscito, divenuto la sede della Guardia Nazionale, fu preparato addirittura un tosello (un trono simile a quello che si preparava in chiesa per la Madonna) con le immagini di Vittorio Emanuele e di Garibaldi. E a Vittorio Emanuele fu intitolata la parte centrale della chiancata che prima si chiamava la Corsea ed a Garibaldi la Strada Porta Grande che dalla Piazza portava fuori delle mura!

Dal risultato del Plebiscito si direbbe che votarono per il sì anche tutti i sacerdoti ed i monaci dei Cappuccini che di lì a qualche anno si videro con le leggi Siccardi espropriati i beni del Clero e soppresso il Convento. Le monache del Convento Grande e di Santa Chiara che di lì a breve si videro soppressi i rispettivi conventi non parteciparono invece al Plebiscito perchè il voto a quei tempi era una prerogativa esclusivamente maschile!

a cura di Antonio Lippolis

lavoro di gruppoQuesto progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.

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