In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri visitatori. Cliccando sul link sottostante "Policy – Cookies e tutela della Privacy" puoi trovare le informazioni su cosa sono i cookies.

Putignano, una Storia che non ti aspetti

itinerario monumenti

percorso chiese

logo visita putignano

padre giovanni LerarioPadre Giovanni Lerario, pittore. Non è un arbitrio anno­verare fra gli artisti putignanesi Padre Giovanni Lerario, pittore di fama internazionale. Era un Padre dei Frati Minori Conven­tuali, che nell'ultimo periodo della sua vita visse nel convento annesso alla Parrocchia di Maria SS. Assunta a Silvi Marina, in Provincia di Teramo. Nato a Roma da genitori putignanesi il 24-10-1913, a Putignano sentiva il bisogno di rifugiarsi di tanto in tanto, richiamato dall'affetto dei familiari e di una patria sem­pre accogliente ed ispiratrice.

Dalla più piccola età manifestò in­clinazione per due grandi vocazioni: il disegno e la vita cenobiti­ca. Entrato nell'ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1926, mentre frequentava il regolare corso di studi - ginnasio, liceo, teologia - a Roma e ad Assisi, non trascurava di far pratica di disegno e di pittura. Fu ordinato sacerdote nel 1936 nella basilica di San Francesco di Assisi e nei seminari di quella città fu inse­gnante di arte e di musica sacra sino a divenire vice direttore della Cappella Musicale presso la Patriarcale Basilica. Visse intensamen­te gli anni giovanili: non passava giorno che non si fermasse da­vanti al grande libro della pittura assisiate, con la quale l'arte ita­liana albeggiò radiosa, per studiarne la tecnica, l'iconografia e lo spirito religioso di cui la figura dell'uomo, ormai riconosciuto cen­tro del creato, è profondamente permeata.

Padre Lerario si trasferì a Roma dove svolse nel 1934 l'opera di allestitore della stampa cattolica mondiale in Vaticano; non trascurò di frequentare, an­che se saltuariamente, l'Accademia e lo studio di alcuni artisti romani, principalmente quello del prof. Giambattista Conti. In quel periodo di fecondo tirocinio e di ricca esperienza, in cui la sua arte si andò individualizzando, lo stile non potè non risentire -della maniera accademica, come si può notare nella « Madonna del nido », « Rosa Mistica », « Beatrice » ed in altre opere sparse in collezioni private di Roma, nelle quali il purismo della linea e delle espressioni, di ascendenza preraffaellita, si risolvono in una nota di idillica poesia.

Dopo l'ultima guerra - nel frattempo Padre Lerario era sta­to associato alla comunità dei Padri del convento di S. Antonio a Pescara - iniziò per il frate pittore - cosi veniva chiamato dai giornalisti e dai fedeli - un'intensa attività artistica in Pescara e in altre località dell'Italia centrale nonchè all'estero, dove fu co­nosciuto ed ammirato per le sùe ricche doti di spiritualità e di sensibilità artistica. La chiesa di S. Antonio, posta nelle vicinanze del mare, si trasformò nel giro di un ventennio in uno scrigno prezioso per le innumerevoli opere di Padre Lerario, che maturò in questa pa­lestra la sua linguistica figurativa, la quale, pur avvalendosi delle tecniche più moderne, non è mai informale, anzi si collega alla tradizione più viva della pittura religiosa, riecheggiandone ora ca­denze ora motivi, rivivendo tutto con moderna sensibilità. L'in­terno della Chiesa è tutto rivestito di tele, tempere ed affreschi di Padre Lerario, armoniosamente accostati. Fanno particolare spicco, oltre il S. francesco che riceve le stimmate, realizzato con la tecnica del divisionismo, pieno di lirica poesia, la Deposizione (a destra del portale), uno dei vertici dell'opera pittorica del Fra­te, grandiosa per struttura scenica, potenza drammatica e felice resa pittorica, e l'Umanità (al di sopra del portale) raffigurante in una voluta asimmetria i ferventi, gli apatici e gli increduli, do­minati dall'ombra - impressione, diceva l'artista - cioè dalla presenza di Gesù.

opera riccione padre lerarioFra le altre opere del Frate pittore, tutte impe­gnative ed artisticamente valide è doveroso ricordare: La Trasfi­gurazione, Crecchio (Chieti); S. Francesco e l'Immacolata, Chiesa di S. Francesco, Ortona; Cuor di Gesù e Santi, Cattedrale, Tera­mo; il dittico raffigurante l'apparizione della Vergine, Santuario del Miracolo, Alanno (Pescara), in cui la salda plasticità delle fi­gure è armoniosamente inserita nel vario paesaggio degradante e luminoso, ricco di annotazioni naturalistiche; Cuor di Gesù, Bagnacavallo (Ravenna); Il Buon Pastore, Silvi Marina; San Bona­ventura, Chiesa di S. Francesco, Foligno; Prima Predica di S. An­tonio, collegio dei Frati Minori, Padova; La Madonna del Rosario, Chiesa del Sacro Cuore, Pescara; La Madonna verso il Sepolcro, Rivisondoli (L'Aquila); S. Francesco e Cristo, Copertino (Lecce); S.Luca Apostolo, Cattedrale, Chieti; L'Assunta, Silvi Marina, per dimensioni la più grande tela dell'artista. Riccione, presso la chiesa Mater Admirabilis: l’abside della chiesa rappresenta un vero e proprio “vangelo vivente”, un’opera d’arte che presenta la storia dell’umanità e della Chiesa con circa 150 personaggi, da Abramo fino a Paolo VI, tutta in stile classico con spunti aperti alla modernità. È il trionfo della Chiesa con al centro il Cristo Pantocrator che ha in mano il libro con la scritta Ieri Oggi Sempre.

volta santa chiaraA lui è attribuita la fascia decorativa nella navata della chiesa di Santa Chiara in Putignano con la scritta CUSTODI FAMULAS TUAS QUAS PRAETIOSO SANGUINE TUO DOMINE REDEMISTI (Custodisci le tue ancelle che col tuo prezioso sangue, o Signore, hai redento) su committenza delle suore Crocifisse Adoratrici,  era il 1962.

Fuori d'Italia: Carità Eroica, Istituto Cancerologico, Detroit (U.S.A.); Gesù e la moneta, Menzinghen, (Svizzera); Sacro Cuore di -Gesù, Istanbul (Turchia); il Venerabile Kilinscki, Polonia; Apparizione della Vergine, Domus Orationis e disegni per due ve­trate, Fatima (Portogallo).

Dell'artista meritano una particolare menzione due cicli pit­torici che, per grandiosità, attualità di tema e bravura tecnica e stilistica, hanno fatto gridare al miracolo pubblico e critici: la de­corazione della intera abside della Chiesa di S. Antonio di Liver­pool (Inghilterra), realizzata nel 1963, e quella dell'abside e Nel 1971 l'Artista di Dio, come veniva ultimamente chia­mato, affrescava la cupola della Cappella della Pietà nella Basilica dei Santi Apostoli in Roma, sviluppando il tema della Pas­sione, Morte e Risurrezione di Gesù, traendo ispirazione dal te­sto « Lignum Vitae » di San Bonaventura. I lavori più recenti si trovano a Loreto presso il Collegio « Orfani Guardie di Finanza » (una tela raffigurante Gesù e i fanciulli e i quattro Evangelisti nei pennacchi della cupola) e a Bari nella nuova Chiesa di S. Fran­cesco al rione Iapigia (vetrate). La febbrile attività dell'artista, reso ormai famoso tanto che il suo nome si trova inserito in di­verse enciclopedie internazionali, non si esaurì a questo punto: ritratti, nature morte, paesaggi, bozzetti per mosaici, vetrate, pan­nelli, scenografie, francobolli commemorativi (nel 1955 gli fu conferita una medaglia d'oro per aver disegnato il più bel fran­cobollo italiano) uscirono dalle sue mani, testimonianza viva delle sue elette fac_oltà artistiche e spirituali.

La sua operosità continuò intensa fino alla morte, avvenuta in Pescara il 10 novembre 1973. Gli ultimi mesi di vita li tra­scorse a Putignano, tra la casa del fratello e il locale Ospedale. Sentendosi prossimo alla fine, - una grave forma di diabete ac­celerò l'opera imperdonabile della leucemia - si volle recare a Pescara, nella Casa madre, dove lo colse la morte, cristianamente affrontala.

lavoro di gruppoQuesto progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.

divieti

Il centro storico di un paese è il fulcro del territorio, dove sono custodite antiche storie, tradizioni e cultura di chi ci ha preceduto. Contribuisci anche tu a lasciare alle generazioni che verranno le testimonianze del passato avendone cura.