descrizione voluta da Treccani, è "In agraria, p. un ramo, eseguirvi una propaggine; p. una pianta, moltiplicarla per mezzo di una propaggine"
Dalla metafora del gesto di penetrare il terreno da parte del ramo di vite che nasce l'evento di apertura del Carnevale il 26 Dicembre di ogni anno. Simbolicamente nel "Chiandà u C'ppon", cioè nel penetrare con la parola sarcastica l'encomiabile oppure errata condotta del personaggio di spicco preso di mira, è racchiusa la metafora con la vite.
Nella declamazione dei versi ironici si può notare il costante richiamo di tutti i propagginanti al lavoro della vigna barbatell (barbatella), c'ppon (ceppo di vite), ciucc'nat (anfora di creta per conservare il vino), buttiglion (Bottiglione). Più appariscenti e folkloristici i carri addobbati con tralci che portavano i propagginanti da Porta Barsento all'ingresso del borgo antico al largo di Santa Maria ed infine sul Corso, i propagginanti stessi vestiti da contadini e da massai. Queste tradizioni non sono scritte in nessun testo, ma evidentemente si sono conservate nel tempo come avviene per tutte le storie e le leggende arrivate fino ai giorni nostri con la tradizione orale