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Il Carnevale nell'antichità

Il Carnevale è un periodo solitamente a cavallo tra gennaio e marzo che non ha una data fissa di inizio e fine, identifica una grande festa che si celebra prevalentemente nei paesi a tradizione cristiano/cattolica. In gran parte dell’Italia i festeggiamenti iniziano già dopo la festività che chiude il Natale ovvero l’Epifania e terminano rigorosamente il Martedì Grasso, cedendo il passo al periodo di Quaresima che si apre appunto il mercoledì delle ceneri.

 

Il significato intrinseco del Carnevale è antichissimo e richiama in se un periodo di variopinta allegria nel quale tutto è concesso gioco, scherzo e finzione. Abbiamo testimonianze provenienti dall’Antico Egitto nel quale erano soliti festeggiamenti ed eventi in onore della dea Iside con la presenza di gruppi mascherati. Simile consuetudine in Grecia con feste in onore del Dio Dionisio.

 

Gli antichi romani onoravano Saturno attraverso, appunto i “Saturnali”, che oltre a consueti balli, canti, giochi e travestimenti prevedevano una sorta di capovolgimento degli ordini precostituiti cedendo, per questo periodo, il passo a ironia, sberleffo e sarcasmo verso le consuetudini dei poteri forti allora presenti. Febbraio per l’Antica Roma era anche il mese in cui si festeggiava la fecondità della terra che iniziava a risvegliarsi dopo il letargo invernale per offrire a uomini e animali il sostentamento nutrizionale necessario al proliferare delle specie. Non solo, a Febbraio per gli antichi romani era il mese nel quale si rievocava il rito delle purificazioni, che si manifestava onorando i defunti con offerte e preghiere. Questo confermava che nello stesso mese si presentavano riti di fecondità e commemorazioni di lutto, una sorta di alternarsi di risate e lacrime, questo poneva l’accento sull’importanza di vivere una vita in allegria e spensieratezza come antitesi alla morte e le sue paure. A chiusura dell’escursus sui rituali vivi nell’Impero Romano sono da annoverare i Panem et Circenses letteralmente “pane e giochi circensi”, ovvero distribuzione di grano e grandi festeggiamenti organizzati dai governanti. Questi ultimi, attraverso tali manifestazioni, cercavano di accaparrarsi il benestare e la “benevolentia” della plebe.

 

Nel XIII secolo il vecchio continente Europeo, fortemente Cattolico, istituzionalizzò tale festa inserendola formalmente nel calendario cristiano. Ben presto tale evento diventò comune in molte parti d’Italia.

 

Il significato etimologico della parola Carnevale è soggetto a diverse interpretazioni potrebbe derivare dal latino carnem levare o carne levamen cioè "eliminare la carne", in quanto indicava l’ultimo ricco e sontuoso banchetto che si teneva il Martedì Grasso, immediatamente prima del periodo di astinenza e digiuno previsto per la Quaresima.

In seconda istanza il termine può aver tratto significato dalla parola carnualia ossia "giochi campagnoli" o infine addirittura da carrus navalis letteralmente "nave su ruote" ovvero il rito che prevedeva la processione di una nave sacra su un carro, quale prima possibile rappresentazione di carro carnevalesco.