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Il Gaguro | Il folletto che ti toglie il respiro

Diffuse e radicate in tutte le antiche culture contadine, dovute alle incomprensioni di alcuni meccanismi del sonno, quelle dei folletti sono storie e credenze che hanno spiegato, per secoli, notti insonni, difficoltà di respirazione ed eventuali strani segni comparsi sul corpo. Hanno giustificato beffardi scherzi dovuti a movimenti maldestri o mancanza di concentrazione e quindi il "non trovare più oggetti tipo occhiali chiavi o orecchini appena posati sul tavolo", tutta colpa di un folletto.

 

Tale figura, difficilmente descrivibile e descritta, è comune in molte parti d'Italia ed è conosciuta con nomi differenti a seconda della zona di riferimento per cui troveremo Calcaròt in Veneto, Fragòa in Toscana, Ciappin in Lombardia, Manteillon nella Valle d’Aosta, e per chiudere appunto il Gaguro in Puglia.
 
Le storie che ruotano intorno a questa fantomatica figura sono diverse e anche Putignano ha le sue. Persone che hanno vissuto direttamente esperienze riconducibili ad essa, abitazioni in cui si sono manifestate strane presenze anch'esse attribuibili al Gaguro.
Il Gaguro è un piccolo gnomo con un cappello che la notte fa i dispetti, sale sulla pancia mentre dormi e ti fa affannare il respiro provocando un senso di soffocamento, mentre dormi ti intreccia i capelli, soprattutto quelli lunghi e ricci.
 
Storie antiche raccontano di famiglie contadine che abitavano masserie fuori paese e giornalmente trovavano nelle stalle le criniere dei cavalli tutte piene di nodi o che, quando all'alba si svegliavano per preparare il pane il folletto faceva i dispetti nascondendo gli utensili atti all'impasto della farina o, infine, nascondeva le scarpe.
 
Tra i vicoli del borgo antico, l'allora intero paese di Putignano, si raccontava che il Gaguro che presenziava una casa andava la notte e accendeva la radio a tutto volume svegliando la famiglia che la abitava e i vicini.
 
Un concittadino racconta che nel 1957 dopo aver visto il film "La Passionaria" dove gli attori principali erano Pedro Armendariz e Maria Felix, quest'ultima notoriamente prorompente, al ritorno a casa, era quasi mezzanotte, e "mi misi subito a letto e ripassavo in mente l'abbondanza della Felix e mi addormentai, dal finestrino entravano i raggi di luce della luna piena, quando vicino alla bocca del pozzo vidi un piccolo ragazzo tutto nero che veniva verso di me mi alzai di scatto per afferrarlo ma non strinsi niente era sparito"

Ancora si racconta che un Putignanese di nome Cesare, dopo aver contratto matrimonio, andò ad abitare in via Rosata Romanazzi al secondo piano di una abitazione nei pressi dell'arco. A metà del secolo scorso ci si approviggionava di acqua direttamente dal pozzo che era presente e funzionante in ogni casa. Or bene, quando a tirare su il secchio era il Cesare la fune veniva su regolarmente, quando a tirarla era la moglie Lucia alla corda si formavano inspiegabilmente sempre nodi, si diceva che a fare quei nodi era il gaguro.
 
"In una abitazione di via Terzi dopo la morte di una anziana, e li mi apparve il Gaguro" un'altra testimonizanza.
 
Oltre a tali credenze si svilupparono anche fantomatici strategie per contrastare la presenza di tale entità. Si invitava coloro che presentavano tale problema a  "mangiare formaggio seduti sul water" il gaguro schifandosi non si presentava più, oppure "spargere monete/spiccioli sui mobili" o anche posizionare una vecchia scopa di quelle fatte di fascine di rami (le scope della Befana) vicino al letto perché il Gaguro potesse impegnare la notte a contare  le setole ed evitare problemi a chi dormiva.
 
Altro stratagemma messo in atto la sera dopo cena prevedeva che non si spazzasse mai il pavimento raccogliendo le briciole della tavola, ma si accumulassero ad un angolo della cucina con la scopa, per far sì che l'Angelo della casa rimanesse a vegliare per tutta la notte sulla famiglia che dormiva allontanando gli spiriti maligni. Tale abitudine la si ritrova anche nel testo di "Cristo si è fermato a Eboli" infatti la domestica di casa del protagonista aveva lo stesso atteggiamento, quest'ultimo incuriosito chiede spiegazioni, e la risposta che gli viene data é "al buio un Angelo si mette alla porta per proteggere la casa. Se io spazzo e butto la spazzatura fuori, la polvere e la sporcizia va sulla faccia dell'Angelo, e lui non viene più a proteggerci." (Cristo si è fermato a Eboli è ambientato in Basilicata)
 
Si racconta che se, durante la notte si riesce a togliere il cappellino allo gnomo, la notte successiva lui ti fa trovare dei soldi nelle scarpe a patto che gli si restituisca il cappellino.
 
A tali credenze gli studi scientifici hanno fornito una spiegazione esso non è altro che un disturbo del sonno e nello specifico della fase rem, durante la quale tutto il corpo è normalmente paralizzato dal collo in giù. Talvolta capita che ci si svegli durante questa fase quando si è ancora immobilizzati dando luogo al fenomeno.