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Nocino, dalla notte di San Giovanni a quella di San Domenico

La visione antica voleva che quelli a cavallo di San Giovanni Battista, cioè del solstizio d'estate. fossero giorni di grande magia nei quali si propiziava il nuovo inizio con abbondanza, salute, fertilità e rinascita, era una notte molto particolare, quasi magica.

 

Era la notte nella quale tenere a bada le streghe. Secondo la leggenda infatti, l'albero delle noci era il loro punto d'incontro. Secondo la loro visione il noce doveva essere un albero alto, sempreverde e dalle qualità appunto "nocive". Anticamente si diceva che non si doveva dormire sotto un albero di noce perchè si poteva essere aggrediti dalle streghe. Tale leggenda col tempo ha avuto una spiegazione scientifica e cioè che di notte le foglie del noce sprigionano una sorta di insetticida naturale che se inalato durante il sonno provoca spossatezza, malditesta e in alcuni casi vomito. I contadini nelle loro masserie solevano tenere in casa mucchietti di foglie di noce per allontanare mosche e zanzare.

 

La notte di San Giovanni veniva fatta la raccolta delle erbe spontanee e dell'iperico, erba appunto chiamata di San Giovanni. Erano molti i riti che prevedevano la divinazione del futuro nei sogni attraverso l'uso di un mazzetto di erbe aromatiche da porre sotto il cuscino. Venivano prodotti oleoliti balsamici e il classico nocino, molto in voga in Puglia.

 

La notte tra il 23 e il 24 Giugno quando le noci erano bagnate dalla brina del rinnovamento e della vitalità, mani femminili raccoglievano 24 noci da mettere in alcool (con ingredienti sempre in numero dispari) per 40 giorni, al termine dei quali, con aggiunta di acqua e zucchero si procedeva alla realizzazione del rosolio.

 

Tutti i rituali servivano a conservare e stivare l'energia solare per renderla, attraverso le erbe, utilizzabile durante tutto l'inverno. Abluzioni, fumigazioni, accensione di fuochi e tisane, bagni in natura sono sempre molto legati a questo momento "battesimale" nel quale consacrare, onorare e amare se stessi, come per un nuovo inizio d'anno.

 

Durante gli anni il nocino ha preso due strade differenti nella ricetta e realizzazione, quella tradizionale con le erbe spontanee autoctone della Murgia, con gusto forte, intenso e quella con le spezie orientali, come ad esempio cannella, zenzero, chiodi di garofano che danno un risultato più dolce al gusto.

 

Le erbe messe in infusione il giorno di San Giovanni davano il massimo risultato e offrivano un prodotto maturo il giorno della ricorrenza di San Domenico appunto 40 giorni dopo.

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