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Putignano, una Storia che non ti aspetti

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Chiesa dei Santi Cosma e damiano o del Purgatorio Putignano Bari
 
La Chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano, o detta anche del Purgatorio, verso la meta' del VI sec. fosse dedicata a S. Irene, protettrice dalle saette. La chiesa fu rimaneggiata più volte a partire dal sec. XVI.
 

Dopo la prima metà del 1500, l'edificio venne ricostruito e ampliato in seguito ad un incendio che ne distrusse il soffitto e nel 1748 venne, invece, rifatta parte frontale della facciata esterna.

 

Gli stemmi sulla facciata della chiesa, risalenti al 1635, sono ben conservati, uno è lo stemma con le anime purganti e quindi è l'emblema del Pio Monte delle Anime del Purgatorio che in questa chiesa fu istituito da fra Marco Aurelio Salduerio, siciliano, Vicario generale del Balì di Santo Stefano verso il 1632 , al quale apparterrebbe uno degli altri stemmi.

 
Il Pio Monte delle Anime del Purgatorio con le offerte dei fedeli faceva celebrare delle messe papa benedetto IVper accelerare la redenzione delle anime del Purgatorio. Il terzo dovrebbe essere quello del Balì di Santo Stefano in carica in quegli anni, Filippo Maleti messinese.
 
Lo stemma con i tre colli fa pensare allo stemma di Putignano, come aveva immaginato il Marascelli, ma la presenza del sole e dei tre gigli, ne fanno giustamente uno stemma diverso.
 
La presenza sotto lo scudo della stella a otto punte dei Cavalieri di Malta ed il cappello vescovile soprastante rimarcano ancora una volta l'indipendenza di Putignano dalla giurisdizione spirituale del Vescovo di Conversano, perchè come ben sappiamo Putignano era "nullius diocesis" almeno fino alla Apostolicae Servitutis del 1743 di papa Benedetto XIV Lambertini.

 

bassorilievo arcangelo san micheleSulla parete laterale esterna si nota una piccola scultura in pietra, ricavata da un blocco unico probabilmente di una costruzione precedentemente lì edificata; è un bassorilievo a forma di edicola che rappresenta San Michele. L'edicola, sicuramente risalente a prima del XVI secolo, ha il lato superiore tondeggiante e al centro San Michele è raffigurato come un angelo con le ali spiegate, l’aureola rilevata, avvolto dalla clamide indossata dai viandanti e messaggeri. L’Arcangelo Michele è rappresentato nell'accezione più antica, quella che lo vede sorregere nella sua mano sinistra il globo segnato dalla croce che simboleggia il cielo, mentre nella mano destra regge il bastone, segno che lo identifica come messaggero di Dio. La simbologia relativa al culto di San Michele ha un significato molto forte ed è strano che il bassorilievo sia stato relegato ad una facciata laterale. E' probabile che l’edicola del san Michele si trovava sulla facciata principale e fu poi spostata lateralmente, nel 1625 a seguito del restauro posto in essere dal precedentemente nominato fra Marco Aurelio Salduerio.

 
L'interno, con architettura ad unica navata e con volte a botte, risale al '500.

Sull'altare maggiore campeggia una tela di grande dimensione: raffigura la SS. Trinità' con la Vergine Maria, San Giovanni Battista, S.Michele Arcangelo, i SS. Cosma e Damiano, e le anime purganti. Lo stile pittorico delle due tele e' sicuramente riconducibile alla scuola dei pittori pugliesi Francesco Antonio Altobello e Nicola Gliri nativi di Bitonto (Ba). La tela dell’altare maggiore ed il bassorilievo in pietra, posto all'esterno della chiesa legano la chiesa del Purgatorio alla figura dell’Arcangelo Michele quale “accompagnatore” delle anime dei morti del Purgatorio verso il Paradiso. L’Arcangelo Michele, sulla tela, è rappresentato nell’atto di indicare con l’indice della mano destra, alle anime del Purgatorio, la Trinità raffigurata in alto.Questa di San Michele è una rappresentazione pittorica inconsueta, di solito infatti l’ Arcangelo è raffigurato con la spada che trafigge Lucifero.

 

A sinistra dell'altare maggiore, dal vano della sacrestia tramite una stretta e tortuosa scala si accede ad un piccolo coro ligneo del '700 delimitato da una decorata balaustra.

L'altare laterale di sinistra e' arricchito da una bella tela del Carelli, pittore di Martina Franca, raffigurante San Gaetano da Thiene; sul secondo altare di sinistra si può apprezzare una Santa Lucia, opera sempre del pittore bitontino Altobello.
Giuseppe Manzo scultore leccese
A destra della navata, una tela che raffigura S. Andrea di Avellino in estasi del Carelli realizzato nel 1775 e una Madonna con bambino realizzato probabilmente da Altobello.

Infine, sulla destra al lato dell'altare maggiore, vi troviamo le immagini in cartapesta dei Santi Medici Cosma e Damiano a opera del maestro leccese Giuseppe Manzo (in foto) datato 1919 donato alla rettoria da un devoto putignanese.

lavoro di gruppoQuesto progetto nato dall'idea di Gianni Musaio è racchiuso in uno spirito di squadra ed è il frutto della collaborazione di persone, semplici cittadini, che hanno a cuore il patrimonio storico, culturale, artistico, geografico, enogastronomico del centro storico di Putignano paese in cui vivono. Una condivisione con istituzioni, turisti, studenti di quanto di bello e unico ha da offrire il contesto accessibile da una delle tre porte.

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